top of page

CFPA CASARGO, DALLA SCUOLA AL LAVORO. PARLANO GLI EX ALUNNI

Cristian Villa
15 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

CASARGO – E dopo? Cosa succede dopo aver frequentato il CFPA, l’alberghiero della Valsassina? Siamo andati a vedere dove lavorano tre specifici ex studenti, tre strade molto diverse tra loro dalla più classica, a quella sulla sicurezza fino alla più creativa, impieghi per nulla in crisi in crisi, in maniera sorprendente.



LUSSO, CONSULENZA E INNOVAZIONE DI PRODOTTO, COSA FA CHI SCEGLIE L’ALBERGHIERO 


Partiamo da Francesco Nava, giunto a Casargo dalla Brianza, da Robbiate. Oggi, a 28 anni, è primo maître al Villa Lario Resort di Mandello Lario, un cinque stelle dove mise piede la prima volta da allievo, durante uno stage della scuola. Racconta quanto “Le basi del lavoro sono frutto dello studio, è al CFPA che ho imparato le dinamiche della sala, poi gli stage in hotel e ristoranti di lusso mi hanno permesso di perfezionarmi”. Esperienze che, sottolinea, gli hanno permesso di crescere e di arrivare preparato ai colloqui di selezione lavorativa.


Se Nava scelse lo sbocco professionale della sala, ad Andrea Gianola piaceva, invece, cucinare. Pian piano passando dalla ‘qualifica’, alla ‘specializzazione’ è arrivato al diploma del quinto anno, che gli ha dato accesso al corso magistrale universitario di Scienze e Tecnologie Alimentari. Attualmente lavora come tecnologo alimentare, ossia consulente per aziende e industrie sui temi quali l’igiene, la sicurezza alimentare, i sistemi HACCP e le certificazioni internazionali. “Un percorso partito dalla mia passione per la cucina che poi, negli anni, si è trasformata in una professione specializzata al servizio della qualità e della sicurezza”, racconta.


Infine Beatrice Guzzi, oggi R&D chef (Research & Development) e responsabile del Dipartimento Culinary & Foodservice di Barilla. È una vera e propria innovatrice: ai fornelli cerca nuove ricette e sapori, in base a come cambiano i gusti e le preferenze dei consumatori. I risultati delle sue sperimentazioni vengono poi trasformati in prodotti, su larga scala.

Quando iniziò a Casargo, la scuola era ancora tarata su un unico percorso triennale. L’introduzione prima del quarto e poi del quinto anno le permise di proseguire gli studi e realizzare un progetto che aveva da tempo: frequentare l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (a Bra), nata da un’idea del fondatore di Slow Food, l’indimenticabile Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. “Con il senno di poi – ci dice Guzzi- la cosa migliore del percorso completo al CFPA di Casargo è stata la possibilità di scegliere il mio futuro”. Ai ragazzi e alle ragazze che oggi stanno costruendo il proprio percorso lascia un consiglio semplice: “Prendete al volo l’occasione di studiare per un diploma, perché i sogni nel cassetto, altrimenti, fanno la polvere”.


A DOSI DI LIBRI, PRATICA, CONCORSI, INCONTRI DI PRESTIGIO E STAGE, LA RICETTA  DELLA SCUOLA

Come si arriva, tappa dopo tappa, a costruire una professionalità così spendibile? Come in una ricetta riuscita: serve un buon mix di ingredienti di qualità. In pratica le lezioni teoriche sono affiancate non solo dalla pratica ma rafforzate da una molteplicità di esperienze esterne.

Ne sono un esempio i concorsi, dove alunne e alunni si mettono alla prova testando la propria preparazione e anche la tenuta allo stress, che in questi mestieri è di grande aiuto e spesso fa la differenza. Ne citiamo un paio: il contest della LILT, dedicato al rapporto tra corretta alimentazione e prevenzione e il concorso nazionale di pasticceria di Torino, organizzato dalla Fondazione Piazza dei Mestieri.

“Non si può negare che il risultato conti, soprattutto quando arrivano riconoscimenti importanti, ma il vero valore di tali esperienze va oltre la classifica” – sottolinea il direttore della scuola Alan Vaninetti. “Partecipare significa prepararsi, lavorare sotto pressione, confrontarsi con studenti di altre scuole, accettare il giudizio di professionisti esterni e affinare così la sensibilità a cogliere gli aspetti in cui è possibile migliorare”. Poi ci sono esperienze sul campo come la partecipazione all’evento fieristico Ristorexpo, appuntamento di settore a Lariofiere a Erba, infine i molto gettonati moduli didattici opzionali organizzati da Confindustria, dove i ragazzi e le ragazze del CFPA incontrano le testimonianze di figure di alto livello, partecipano a seminari, usufruiscono di risorse messe a disposizione direttamente dalle imprese aderenti all’associazione di categoria.

PROFESSIONI IN PROFONDO CAMBIAMENTO

Entrare in una struttura ricettiva, conoscere l’organizzazione di un’impresa, visitare una cucina professionale o confrontarsi con altre scuole lancia uno sguardo in avanti sul mondo del lavoro. In questo momento storico, come l’attuale, in cui ristorazione e hôtellerie sono attraversate da cambiamenti profondi, ciò diventa imprescindibile e necessario.“Oggi non basta più saper cucinare bene o conoscere le regole del servizio” – sottolinea Vaninetti. “Allergie e intolleranze, nutrizione, sostenibilità, attenzione agli sprechi, accoglienza e capacità di comunicare con il cliente sono diventate competenze fondamentali”.

QUANTO COSTA FREQUENTARE IL CFPA DI CASARGO

Non esiste una vera e propria retta, ma contributi ai servizi offerti dalla scuola rispetto a tabelle ben precise, che tengono conto delle diverse situazioni familiari e anche della formula di frequenza prescelta.

 
 
 

Commenti


bottom of page